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2019 – SottoSopra

SOTTOSOPRA

Nella nostra visita al parco, in due calde giornate di giugno, ci siamo accorti di come il tracciato del passaggio di

Vaia sia rimasto ancora ben visibile nella valle circostante e nel parco stesso, andando a creare dei “vuoti”.

Questo ci ha portato a riflettere sull’assenza e su come questa si traduca fisicamente nel vissuto di un territorio,

facendo emergere due possibili modi di lavorare:

in verticale, andando a riempire e in qualche modo ad evocare qualcosa che non c’è più , o in orizzontale lasciando

emergere il vuoto rimasto.

La scultura in specifico così come ogni corpo, “animato o inanimato” che sia, ha origine sempre da una relazione

tra uno spazio pieno e uno vuoto, un dentro e un fuori che lo avvolge o contiene: un guscio intangibile.

Le radici: la testa degli alberi caduti, hanno lasciato un buco, un’impronta, in prossimità della quale ci siamo im-

maginati delle sezioni di un albero pensandolo come un ”negativo”, a rovescio, sottosopra; 5 sezioni quanti sono

gli strati della terra, una sorta di mappa topografica che si sviluppa al di dentro a pelo del suolo.

Questi strati sono formati da dei pannelli ricavati dai tronchi degli alberi caduti, ogni livello è composto dall’as-

semblaggio di diversi tipi di legno presenti nel parco, che verranno uniti tra di loro con la tecnica del kintsugi:

“riparare con l’oro”.

Con questo progetto siamo stati chiamati a riflettere sul concetto di resilienza e di transitorietà delle cose: su

come valorizzare le cicatrici e renderle manifeste.

“La pratica nasce dall’idea che dall’imperfezione e da una ferita possa nascere una forma ancora maggiore di per-

fezione estetica e interiore.”

Questo è il processo da cui ha preso forma: SOTTOSOPRA.

Un luogo liminale in cui è possibile sedersi in cerchio a chiaccherare, giocare a nascondersi o fermarsi a guardare

l’orizzonte: un nuovo punto di vista, quello degli alberi.

SCHEDA TECNICA

Il lavoro è costituito da 5 livelli.

Ogni livello è composto dall’assemblaggio di pannelli, da 3 a 5 di varie dimensioni e diversi tipi di legno ( ricavati

dai tronchi degli alberi caduti) ved in allegato ipotesi di taglio.

I pannelli, spessi 5 cm, sanno tagliati con CNC a 3 assi (macchina a controllo numerico), sezionati incollati e cali-

brati e uniti con la tecnica del KINTSUGI (resina epossidica e fogli d’oro).

A ogni livello sarà data un’inclinazione del 3% (verso l’interno) a garantire un corretto scorrimento dell’acqua, che

defluirà tramite un foro presente nel pannello nella quota pi bassa.

Ogni pannello sarà opportunamente trattato in superficie di modo da garantirne l’impermeabilità;

La messa in opera è stata pensata con materiali drenanti in modo da evitare stagnazioni di acqua piovana.

The art and the senses
Every means has its limits:
the music is blind,
the painting is silent
the paralytic sculpture

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